Il Signore ha manifestato la sua salvezza
«Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia» (Sal 97, 2).
«L’Epifania, la “manifestazione” del nostro Signore Gesù Cristo, è un mistero multiforme. La tradizione latina lo identifica con la visita dei Magi al Bambino Gesù a Betlemme, e dunque lo interpreta soprattutto come rivelazione del Messia d’Israele ai popoli pagani. La tradizione orientale, invece, privilegia il momento del battesimo di Gesù nel fiume Giordano, quando egli si manifestò quale Figlio Unigenito del Padre celeste, consacrato dallo Spirito Santo. Ma il Vangelo di Giovanni invita a considerare “epifania” anche le nozze di Cana, dove Gesù, mutando l’acqua in vino, “manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui” (Gv 2,11)».
(dall’omelia del 6 gennaio 2009 del Santo Padre Benedetto XVI)
Il 6 gennaio la Chiesa Cattolica celebra la Solennità dell’Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l’acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria.
I Padri della Chiesa hanno visto nel racconto evangelico dei Magi, narrato da san Matteo, anche una sorta di “rivoluzione” cosmologica, causata dall’ingresso nel mondo del Figlio di Dio. Ad esempio, san Giovanni Crisostomo scrive: “Quando la stella giunse sopra il bambino, si fermò, e ciò poteva farlo soltanto una potenza che gli astri non hanno: prima, cioè, nascondersi, poi apparire di nuovo, e infine arrestarsi” (Omelie sul Vangelo di Matteo, 7, 3). San Gregorio di Nazianzo afferma che la nascita di Cristo impresse nuove orbite agli astri (cfr Poemi dogmatici, V, 53-64: PG 37, 428-429). Il che è chiaramente da intendersi in senso simbolico e teologico. In effetti, mentre la teologia pagana divinizzava gli elementi e le forze del cosmo, la fede cristiana, portando a compimento la rivelazione biblica, contempla un unico Dio, Creatore e Signore dell’intero universo.
«Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te».
(Is 60, 1-2)
«E’ venuto il Signore nostro re:
nelle sue mani è il regno, la potenza e la gloria».
(Antifona d’Ingresso)
«O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli».
(Colletta)
Il 6 gennaio la Chiesa Bizantina commemora il Battesimo di Gesù nel Giordano, prima Epifania (manifestazione) pubblica della sua divinità: Teofania. Chiamata anche Festa delle Luci, nell’antichità era uno dei giorni in cui si amministrava il Battesimo. Alla vigilia vengono recitate le Grandi Ore, ed il Vespro è seguito dalla Liturgia di S. Basilio e quindi dal Megas Aghiasmòs, la Grande Benedizione (propriamente “Santificazione”) dell’Acqua. L’Acqua del Megas Aghiasmòs è un sacramentale, viene usata per benedire le case, le persone e gli animali; viene bevuta dai fedeli ma non può essere data agli animali; viene conservata, ma non è usata per il Battesimo.
«Ti sei manifestato tu che hai fatto il mondo
E hai dato luce a quanti dimorano nelle tenebre
Tu luce delle genti sia gloria a te»
(dal solenne prokimeno nel tono quinto)
«Per il tuo battesimo nel Giordano o Signore a tutti è stata rivelata la Santa Triade
Infatti la voce del Padre annunciava in Te il Figlio eternamente amato
Lo Spirito Santo su di te posando ha confermato la parola di verità
Cristo Dio ti sei manifestato e hai reso Luce questo mondo
Sia gloria a te»

