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Pillole

L’invocazione del nome di Gesù colma il cuore di pace – Esichio di Gerusalemme

«Quando, con ardente dolcezza, invochiamo il nome di Gesù, il cuore si colma di una mirabile quiete, frutto dell’intensa concentrazione. Egli stesso ha detto: “Sono io che ho creato la pace”; perciò, se invocheremo Gesù Cristo, Figlio di Dio e Dio, creatore e causa di ogni bene, Egli renderà il nostro cuore puro e sereno».

(Esichio di Gerusalemme)

Colui che disse: “Sono io, non temere”, è con te – Gregorio il Sinaita

«Un’arma potente contro i nemici possiede colui che, pregando, conserva il pianto della contrizione, perché, nel gaudio generato dall’orazione non cada nell’esaltazione di sé. Chi sa conservare questa lieta tristezza sfugge ad ogni male. L’autentica ardente orazione interiore è quella che nasce quando il calore, irradiandosi dall’invocazione di Gesù, accende il fuoco sui campi del cuore e incenerisce le passioni come rovi. Essa, con la letizia e la pace, rischiara l’anima e non spira né da destra né da sinistra e neppure dall’alto, ma sgorga dal cuore come pura sorgente, generata dallo Spirito vivificante. Amala e rinchiudila gelosamente nel tuo cuore, serbando sempre la mente sgombra di fantasie, e non avrai più paura, perché Colui che disse: “Sono io, non temere”, è con te».

(Gregorio il Sinaita)

Quando le nuvole si disperdono – Esichio di Gerusalemme

«Quando le nuvole si disperdono, l’aria si fa chiara e trasparente e, quando a quella luce di verità che è Gesù Cristo si disperdono i miraggi delle passioni, nascono spontaneamente nel cuore pensieri luminosi come stelle, perché l’aria è illuminata dalla presenza di Gesù»

(Esichio di Gerusalemme)

La vita è un ponte – Santa Caterina da Siena

«La vita è un ponte: attraversalo, ma non fissarvi la tua dimora». 

(santa Caterina da Siena)

Spirito fa’ – Padre David Maria Turoldo

Spirito, fa’ che ogni giorno componga
una lode al mio Dio: voce che raccolga
il gemito delle cose.

Voce per il silenzio…

Voce per chi non ha voce:
per il povero e il disperato,
per chi è solo,
per chi è nato ora
in ogni punto del globo…

Dio della vita,
sei Tu che nasci,
che continui a nascere
in ogni vita.

Voce per chi muore ora:

perché non muore,
non muore nessuno:
niente e nessuno muore
perché Tu sei.

Tu sei
e tutto vive,
è il Tutto in Te che vive:
anche la morte!

(Padre David Maria Turoldo)

Ave, Crux, spes unica – Edith Stein

«Sono contenta di tutto. Una Scientia Crucis la si può acquistare solo se la Croce la si sente pesare in tutta la sua gravezza. Di questo sono stata convinta fin dal primo momento e ho detto di cuore: “Ave, Crux, spes unica” (Salve, o Croce, unica speranza)».

(Edith Stein, santa Teresa Benedetta della Croce)

L’orazione, madre di ogni bene – Teolepto di Filadelfia

«Credi a me, ti dico il vero: se, anche impegnato in altre cose, non ti separerai dall’orazione, madre di ogni bene, essa non smetterà di vegliare su di te finché non ti abbia introdotto in una stanza segreta e preparato un’ineffabile gioia e letizia. Allontanato ogni ostacolo, essa spiana la via alla virtù e la rende facile a chi la sta cercando».

(Teolepto, “Sermoni”. Filocalia greca)

Perseverare nella sobrietà – Filoteo il Sinaita

«Il cuore di colui che persevera nella sobrietà diventa un cielo puro, con il suo sole, la sua luna e le sue stelle; diventa sede dell’Illimitato grazie alla misteriosa ed estatica visione della mente».

(Filoteo il Sinaita, “Sulla sobrietà”. Filocalia)

Solo quando avremo taciuto – Don Tonino Bello

 

Solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare.

Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.

Nel silenzio maturano le grandi cose della vita:

la conversione, l’amore, il sacrificio.

Quando il sole si eclissa pure per noi,

e il Cielo non risponde al nostro grido,

e la terra rimbomba cava sotto i passi,

e la paura dell’abbandono rischia di farci disperare,

rimanici accanto.

In quel momento, rompi pure il silenzio:

per dirci parole d’amore!

E sentiremo i brividi della Pasqua.

(Don Tonino Bello)

Vertigine

Immaginate come ci si sente mettendo i piedi al bordo di questo precipizio e, immergendo lo sguardo nel vuoto, non si vede alcun punto di appoggio solido né niente a cui aggrapparsi.

È ciò che l’anima sperimenta quando smette di fare affidamento sulle cose materiali nella ricerca di ciò che è senza dimensione ed esiste da tutta l’eternità.

(San Gregorio di Nissa)