Un cantico dolcissimo di carità
«La nostra vita e la nostra morte
siano un cantico
dolcissimo di carità
e un olocausto al Signore»
San Luigi Orione
Che cosa amavo, quando non amavo Te?
«Mio Dio, a che cosa mi occupavo, quando non pensavo a Te? Che cosa ricordavo, quando dimenticavo Te? Che cosa amavo, quando non amavo Te? Avrei dovuto nutrirmi di verità e mi imbottivo di vuoto; ero schiava del mondo anziché rendere lui schiavo di me».
(San Francesco di Sales, “Filotea”)
La Passione di Gesù ci salva – Edith Stein
«Non è l’attività umana che ci può salvare, ma la Passione di Gesù. Partecipare ad essa: ecco la mia passione».
(Edith Stein)
È Lui la bellezza che tanto vi attrae.
«In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità;
è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate;
è Lui la bellezza che tanto vi attrae;
è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso;
è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita;
è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare.
È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna».
(Giovanni Paolo II, GMG Roma 2000)
L’uomo è veramente creato per l’infinito.
«L’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito.
Qualsiasi altra cosa è insufficiente».
(Benedetto XVI, GMG Madrid 2011)
La Croce di Cristo e il silenzio di Dio
La croce di Cristo non mostra solo il silenzio di Gesù come sua ultima parola al Padre, ma rivela anche che Dio parla per mezzo del silenzio: «Il silenzio di Dio, l’esperienza della lontananza dell’Onnipotente e Padre è tappa decisiva nel cammino terreno del Figlio di Dio, Parola incarnata. Appeso al legno della croce, ha lamentato il dolore causatoGli da tale silenzio: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato” (Mc 15,34; Mt 27,46). Procedendo nell’obbedienza fino all’estremo alito di vita, nell’oscurità della morte, Gesù ha invocato il Padre. A Lui si è affidato nel momento del passaggio, attraverso la morte, alla vita eterna: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23,46)» (Esort. ap. postsin. Verbum Domini, 21). L’esperienza di Gesù sulla croce è profondamente rivelatrice della situazione dell’uomo che prega e del culmine dell’orazione: dopo aver ascoltato e riconosciuto la Parola di Dio, dobbiamo misurarci anche con il silenzio di Dio, espressione importante della stessa Parola divina.
(Benedetto XVI, Udienza Generale, 7 Marzo 2012)
Le acque di Siloe
«Emana ebbrezza da quelle acque di contemplazione il cui mistero ha affascinato e deliziato i primi cistercensi e la cui immagine si è impressa nei nomi di tanti monasteri sorti tra le foreste, sulle rive di nitidi fiumi, tra rocce ravvivate da sorgenti.
Sono le acque che il mondo non conosce, perché preferisce l’acqua dell’amarezza e della contraddizione. Sono le acque della pace, di cui Cristo ha detto: “Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno: ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente zampillante di vita eterna”.
Sono le acque di Siloe, che scorrono in silenzio».
(Thomas Merton, “Le acque di Siloe”)
Correre con il cuore verso l’oggetto amato
«Amare significa viaggiare, correre con il cuore verso l’oggetto amato. Dice l’Imitazione di Cristo: chi ama “currit, volat, laetatur”, corre, vola, è lieto».
(Giovanni Paolo I, Udienza generale Mercoledì 27 settembre 1978)









